giovedì, 23 Settembre 2021
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Visite solo in case disabitate, protestano gli agenti immobiliari

fase 2

La precisazione è contenuta in una Faq del Governo. Per gli operatori rischia di bloccare il lavoro quasi del tutto

di Annarita D’Ambrosio


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(Adobe Stock)

2′ di lettura

Una protesta corale, di tutti i 50mila agenti immobiliari italiani. Riaperti i battenti lo scorso 4 maggio, le attività delle agenzie e dei singoli professionisti infatti rischiano di ridursi del 70-80% con relativo danno per i clienti. A preoccupare la categoria la Faq del governo pubblicata il 5 maggio nella sezione Pubblici esercizi e attività commerciali.

Il testo
Posto che il Dpcm 26 aprile 2020 considera le attività immobiliari, tra cui quelle di mediazione immobiliare, non rientranti tra quelle sospese, costituisce – si chiede – una ragione legittima di spostamento il recarsi presso un’agenzia immobiliare o effettuare un sopralluogo presso un immobile da acquistare o da locare? Affermativa la risposta del Governo che però precisa che «le visite degli agenti immobiliari con i clienti presso le abitazioni da locare o acquistare potranno avere luogo solo quando queste siano disabitate».

La lettera inviata al premier Conte
La Consulta interassociativa nazionale dell’intermediazione immobiliare, composta da Anama, Fimaa e Fiaip, le principali associazioni di categoria, in rappresentanza di 50mila agenti, ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per chiedere un intervento immediato a tutela del lavoro delle agenzie immobiliari.

Nel testo le associazioni fanno riferimento al vademecum approvato prima della riapertura delle agenzie e delle iniziative assunte a tutela di lavoratori e clienti per limitare al massimo ogni rischio di contagio.

Per Anama, Fimaa e Fiaip si tratta dunque «di una limitazione priva di logica, oltre che inopportuna per la categoria. Se la “Fase 2” deve significare riavvio responsabile di quelle attività produttive che sono state inserite nell’apposito elenco di cui all’allegato 3 del Dpcm 26 aprile 2020, e se in relazione a queste attività non esiste un divieto espressamente o anche indirettamente posto dalla norma, riteniamo che non possa poi una mera interpretazione contenuta in una FAQ vanificare l’impegno degli operatori» si legge nella missiva a firma dei tre presidenti Gian Battista Baccarini (Fiaip), Renato Maffey (Anama) e Santino Taverna (Fimaa).

Articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore

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