giovedì, 23 Settembre 2021
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Uno studentato reversibile

Dal 2008, ai margini di quello che fu il più
importante altopiano agricolo dell’Île-de-France, è in costruzione il campus di
Paris-Saclay. Università, centri di ricerca, sedi di aziende operanti nei
settori della tecnologia, dell’informatica e dell’ingegneria: il nuovo polo
dovrà dotare la Francia di una Silicon
Valley europea
, capace di competere con le sue omologhe americane e
asiatiche. In attesa dell’arrivo della linea 18 del Grand Paris Express, i primi edifici del quartiere stanno
sorgendo.

Tra gru e transenne è stata inaugurata lo scorso
ottobre la Résidence Rosalind Franklin,
firmata dallo studio parigino Bruther in collaborazione con il belga Baukunst.

Impilando in un’unica grande infrastruttura le
diverse funzioni richieste dal concorso – 192 unità abitative, 500 posti auto e
una serie di spazi commerciali e associativi – gli architetti hanno potuto
inserire nel cuore dell’isolato un grande vuoto, sistemato a giardino
. Il
corpo costruito, a forma di U, si dispone ai suoi margini.

Vista d’insieme del cortile verso sud. (ph. Maxime Delvaux, courtesy Bruther)

È costituito dalla sovrapposizione di pilastri e solai
di cemento armato, di chiara memoria lecorbusiana, tra i quali si sviluppano i
diversi ambienti. Il piano terreno, con la sua altezza di 5 metri, è uno spazio
trasparente e poroso, che fa da filtro tra il verde della corte e la città
.
Seguono due livelli di parcheggio, tre di unità individuali per studenti e una
serie di appartamenti condivisi, sotto le volte della copertura.

I primi due piani, a parcheggio, posso essere riconvertiti in appartamenti. (ph. Maxime Delvaux, courtesy Bruther)

Da sempre affascinati dalle architetture urbane
ibride, che hanno potuto analizzare attraverso una borsa di studio a Tokyo, gli
architetti di Bruther hanno immaginato lo studentato come un’infrastruttura
reversibile. Come nella facoltà di architettura di Nantes dello studio Lacaton &
Vassal (2009), l’edificio funziona sostanzialmente come un grande scaffale,
adattabile a seconda delle necessità. I piani di parcheggio potranno così essere
modificati per accogliere delle residenze, nel caso in cui, nel futuro, non ci
fosse più bisogno di posti macchina. Una grande flessibilità di programma che
si abbina a un’attenzione al dettaglio, espressa dai toni pastello dei tendaggi
e dagli elementi costruttivi prefabbricati, messi in posa in maniera ludica e
poetica.

(ph. Maxime Delvaux, courtesy Bruther)

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