domenica, 3 Luglio 2022
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Una piazza a Bergamo

La riqualificazione di Piazza degli
Alpini a Bergamo, realizzata dallo Studio Capitanio Architetti e da Osa
Architettura e Paesaggio, si inserisce nel più ampio programma di rilancio
urbanistico messo in atto dall’amministrazione comunale. Da tempo trascurata e
poco vissuta dalla comunità, la piazza – resa dinamica da una rampa e da una
scalinata – torna oggi a porsi come
luogo di attrazione e sosta
, non più di semplice passaggio.

Situata lungo lo storico viale Ferdinandeo, popolata da maestose essenze arboree e dal Monumento agli Alpini realizzato negli anni Sessanta dallo scultore bolognese Peppino Marzot in collaborazione con gli architetti Giuseppe Gambirasio, Aurelio Cortesi e Nevio Parmeggiani, la piazza è stata oggetto di un intervento di budget contenuto ma capace di riscattare la sua identità e di suggerire ai cittadini nuove modalità di interazione. Oggi spazi aperti e visuali libere consentono di ospitare eventi, cinema all’aperto, padiglioni temporanei e mercati rionali, tutti elementi la cui presenza mira a generare nei cittadini un rinnovato senso di appartenenza.

Vista notturna della piazza. (ph. Stefano Tacchinardi)

Intervallata da giunti metallici e fessure lineari per la raccolta delle acque meteoriche, la pavimentazione alterna campiture di calcestruzzo levigato ad altre di calcestruzzo lavato che manifesta gli inerti provenienti dalle cave locali. Grandi protagonisti della piazza sono i Ginkgo biloba, esemplari arborei le cui foglie bilobate colorano di giallo intenso le giornate autunnali. Sono circondati da aiuole circolari attorno ad alcune delle quali si trovano delle sedute conviviali realizzate su disegno. Negli intenti dei progettisti l’intervento non intende «dettare un comportamento, ma favorire un utilizzo imprevedibile e in continua evoluzione da parte della cittadinanza per poter stare in una dimensione collettiva, ritrovarsi e socializzare».

La piazza si trova lungo l’asse centrale di sviluppo della città novecentesca. (ph. Stefano Tacchinardi)

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