domenica, 3 Luglio 2022
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Affitti, 5 domande e risposte dal canone ridotto ai pagamenti ritardati

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Le risposte ai dubbi sugli immobili in locazione

di Augusto Cirla


Coronavirus – affitti, conduttori e inquilini, ecco che cosa fare

2′ di lettura

Un inquilino in difficoltà può autoridurre il canone? Come può avvenire la riduzione?
Nonostante l’attuale situazione di emergenza, non c’è alcun provvedimento governativo che autorizzi l’inquilino a sospendere il pagamento del canone e degli eventuali oneri accessori (spese condominiali e per il riscaldamento), né ad autoridurne la misura.
La soluzione va trovata in accordo con il locatore, che potrebbe così evitare di rimanere ancor più penalizzato da una progressiva morosità dell’inquilino.

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La riduzione del canone può essere anche temporanea?
Sì, il conduttore può versare il canone in misura ridotta, anche solo per un determinato periodo di tempo. A patto, però, che ci sia un’intesa con il locatore.

In caso di ritardo nel pagamento, quali possono essere le conseguenze?
In periodi “normali”, al ritardo nei pagamenti consegue il diritto del locatore di chiedere, dal giorno successivo alla scadenza, gli interessi al saggio legale previsto dal contratto o, in assenza, dal Codice civile. Più aumenta il ritardo, maggiori saranno gli interessi; e il locatore, decorsi 20 giorni dalla scadenza, può anche intimare lo sfratto per morosità.
Quando però interviene un fenomeno eccezionale, quale può considerarsi il Covid-19, il conduttore non è responsabile del suo temporaneo inadempimento: quindi non gli possono essere addebitati interessi moratori, né altri importi a titolo di penale e/o risarcimento del danno.

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Articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore

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