giovedì, 23 Settembre 2021
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Park Associati e l’intervento di retrofitting per la sede de Il Sole 24 Ore

Park Associati
Park Associati

18/05/2021 – Park Associati, lo studio, fondato nel 2000 da Filippo Pagliani e Michele Rossi, negli ultimi anni ha firmato moltissimi progetti nell’ambito delle sedi di lavoro e di rappresentanza per grandi gruppi. Quella de il Sole 24 Ore a Milano è uno degli ultimi esempi.
Applicando la pratica del retrofitting, lo studio milanese ha migliorato le prestazioni ambientali e dato nuova vita all’edificio esistente nato nel 1988 per ospitare gli uffici della società farmaceutica Alfa Wassermann. Da edificio cubico monolitico, rinchiuso nel proprio volume opaco Park Associati lo ha reso un edificio innovativo e permeabile.

La ricerca sulla facciata, gli spazi interni luminosi e adattabili alle esigenze del tenant, il gruppo editoriale Il Sole 24 Ore, e la grande terrazza al decimo piano con vista sulla città e sulle Alpi caratterizzano il progetto.

La facciata è stata rimodellata completamente per rendere il volume più slanciato. Il vetro rende la facciata pulita e trasparente, movimentata da sottili lesene metalliche e dall’alternanza di parti trasparenti e serigrafate che ridisegnano campiture geometriche capaci di riflettere diversamente la luce esterna. Logge a doppia altezza scavate nella facciata rompono l’uniformità della superficie e sono un’estensione dell’ufficio all’aperto.
Per le due facciate principali si è scelto un vetro altamente performante che ricopre come un velo leggero i fronti opposti dell’edifico. L’intero lato nord e il vano esterno delle scale, sono ricoperti da lamiera presso-piegata, microforata e verniciata, un materiale che crea un volume diaframmatico rispetto alle facciate. 

Un percorso accompagna dipendenti e visitatori all’interno dell’headquarter in modo accogliente e assertivo. La pensilina coperta sulla strada porta alla hall d’ingresso, un grande volume a doppia altezza, dove due vie luminose al soffitto agevolano i flussi verso il bar al piano terra, il giardino, e gli ascensori.

I corpi illuminanti si trovano all’interno di un corridoio di policarbonato che lascia trasparire la luce rendendola voluminosa e tridimensionale. 
Il caffè del piano terra è luogo d’incontro fra colleghi e ospiti esterni e affaccia sul giardino in cui piante di forme e colori diversi a seconda delle stagioni offrono ombra e colore alle sedute esterne. La cura dell’illuminazione e il giardino fanno dell’ingresso uno dei punti di riferimento dell’edificio.

Il layout dei piani riservati agli uffici è improntato al massimo della flessibilità per adattarsi a seconda delle esigenze e delle diverse funzioni. La caratteristica qualificante di tutti questi spazi è il rapporto diretto e costante con l’ambiente esterno per una sensazione spaziale di ampio respiro.
Chi lavora qui può godere della luce naturale e di una vista panoramica sulla città. Può sedersi e rilassarsi nelle logge, che ospitano piante di fargesia, una varietà di bambù dalla folta chioma ricadente lì piantate.

Al quinto piano, dove sono alloggiati gli studi di Radio 24, è possibile usufruire delle logge e del panorama anche per incontri e interviste.
Il decimo e penultimo piano è il piano che non c’era. Destinato in precedenza a ospitare i vani tecnici, è completamente rifunzionalizzato a spazio di rappresentanza e sale riunioni. Qui, su un terrazzo di 850 mq, si sviluppa un ambiente sospeso tra cielo e terra che alterna momenti di verde a diverse quote con sedute integrate e verde a prato. Riparato da una pensilina che spezza la luce del sole riverberandola sul verde sottostante, lo spazio assomiglia a un giardino pensile in cui i colori dei materiali e delle piante giocano con la luce. Il luogo snoda un percorso di sedute che diventano fioriere, come nelle logge sottostanti. Un ambiente concepito per lavorare o incontrarsi all’aperto e ospitare eventi esclusivi, da vivere anche di sera o di notte, grazie al sofisticato lighting design.
L’edificio ha ottenuto la certificazione LEED, classe GOLD, Core and Shell.
 

Articolo pubblicato da archiportale.com

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