Il 10 dicembre 2025, presso la Camera dei Deputati, Confabitare è stata audita dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, istituita nella XIX Legislatura.
Il Centro Studi Tecnico di Confabitare, presieduto dall’Arch. Giovanni Malara, è stato rappresentato in audizione dall’Arch. Luigi Cacciatore, il quale, al fianco del presidente della Commissione On. Alessandro Battilocchio, ha esposto la sua relazione composta dalle principali osservazioni e tracce tematiche oggi centrali nel dibattito sulle città contemporanee, nonché elementi cardine delle numerose riforme e degli aggiornamenti dei testi di legge relativi alla materia edilizia e al mondo della rigenerazione urbana.
“Il tema oggetto di inchiesta da parte di codesta on. Commissione – esordisce l’arch. Cacciatore – si inserisce in un momento storico della Repubblica estremamente delicato, ma centrale per assicurare l’adeguamento dei principali atti e strumenti normativi tesi a garantire la prosecuzione della storia dell’uomo e delle sue città. Fondamentali, in tal senso, i disegni di legge e le proposte attualmente in corso d’esame ai tavoli di Governo, che costituiranno le nuove fondamenta per la crescita e lo sviluppo sostenibile delle generazioni future”.
Nel corso dell’illustrazione della relazione, Confabitare ha messo in evidenza davanti agli on. deputati le principali incursioni normative destinate a modificare nel breve termine il volto legislativo più dibattuto del Paese, richiamando la recentissima proposta di legge delega sulla riforma del testo delle costruzioni, il disegno di legge sulla promozione e valorizzazione dell’architettura, il testo unificato per la rigenerazione urbana attualmente in discussione al Senato, il D.M. sugli incentivi energetici di prossima approvazione definitiva, noto come Conto Termico 3.0, e la proposta del nuovo Piano Casa nazionale del MIT.
“Assistiamo a un periodo di cambiamento – osserva l’arch. Cacciatore – delineato anche dagli obiettivi a medio e breve termine fissati dall’Agenda 2030, statuita nell’ampia cornice comunitaria europea”. Nel dettaglio, ha richiamato la necessità di definire con adeguata scala di dettaglio le politiche di rigenerazione urbana intese come strategie integrate e organiche di governo pubblico finalizzate a riequilibrare il mondo urbano e quello metropolitano, restituendo prospettive di equità, inclusione sociale, qualità urbanistico-ecologica ed efficienza amministrativa. In tale ambito, ha sottolineato come risulti indispensabile tornare a perseguire, come nel Rinascimento, la costruzione della città pubblica, concepita come spazio di cittadinanza, comunità e coesione, capace di garantire migliori livelli di qualità della vita, mobilità pubblica e residenza sociale.
La rigenerazione urbana, come risposta concreta al disagio patologico delle città contemporanee, assume caratteri identitari che vanno oltre le strategie urbanistiche legate alla dimensione fisico-spaziale e trovano invece la loro sostanza nei progetti di inclusione sociale e sviluppo economico.
L’arch. Cacciatore ha inoltre evidenziato la necessità ormai matura di riformare la legge urbanistica nazionale del 1942, i cui strumenti, pensati per la realizzazione della città pubblica attraverso l’espropriazione per pubblica utilità e gli oneri concessori di urbanizzazione, risultano oggi inadeguati a sostenere i processi di rigenerazione del territorio metropolitano contemporaneo.
Ha richiamato l’urgenza di riscrivere il corpus legislativo urbanistico nazionale, coordinandolo con la recente legge delega sul testo delle costruzioni e con le altre discipline afferenti, per dare vita a una legge sul governo del territorio in grado di sostenere, incentivare e controllare i processi rigenerativi, coniugando sviluppo insediativo, infrastrutturale, tutela vincolistica e valorizzazione delle componenti ambientali, paesaggistiche, culturali, sociali ed economiche.
Un ulteriore tema affrontato è stato quello delle politiche abitative, considerate fondamentali per garantire la rinascita delle città e in particolare delle loro periferie. “Nelle aree caratterizzate da destinazioni d’uso prevalentemente residenziali – ha ricordato Cacciatore – si genera un regime monofunzionale che da sempre alimenta un diffuso disagio sociale dovuto all’assenza di mix funzionali e facilita l’insorgenza di fenomeni di illegalità come le occupazioni abusive di alloggi privati e pubblici. Risulta quindi essenziale attuare strategie di rigenerazione dei territori che, se necessario, prevedano anche interventi radicali di demolizione e sostituzione edilizia, accompagnati da opere di recupero edilizio, energetico e funzionale. Elemento imprescindibile è la ricollocazione dei servizi nei quartieri e la ridensificazione dei siti attraverso una mixité di funzioni capace di sostenere azioni mirate alla creazione di lavoro e allo sviluppo economico locale”.
Al termine dell’esposizione si è svolto un confronto costruttivo tra i deputati presenti, che hanno rivolto numerose domande al rappresentante di Confabitare e gli hanno espresso ulteriori richieste di supporto e condivisione delle analisi prodotte nel corso dell’anno per l’avanzamento dell’inchiesta sulle condizioni delle città italiane.
“Siamo dell’avviso – conclude Cacciatore – che attraverso mirate azioni di comunicazione e coinvolgimento da parte dei decisori politici, delle realtà istituzionali e del mondo associativo, si possa determinare lo spirito di rinnovamento necessario ad accogliere un nuovo Rinascimento contemporaneo”.
Ufficio Stampa Confabitare Roma
